1831, Giuseppe Gozzadini e il Podere Bell'Onda di Argelato

L'atto notarile che ho tra le mani risale al 1831. I protagonisti della trattativa sono Antonio Passerini, il Nobiluomo Signor Cavaliere Priore Giuseppe Gozzadini ed il Signor Alessandro Sacchetti. La storia di questo atto comincia parlando del Podere Bell'Onda di Argelato.

 

Rogito 1831 Gozzadini ArgelatoPiù che sulla trattativa fra questi tre signori (si tratta di un'assoluzione con successiva cessione di credito), mi sono concentrata sull'analisi della figura di Gozzadini e sulla proprietà immobiliare di cui si parla nell'atto: il Podere Bell'Onda.

 

I Gozzadini sono una delle più antiche famiglie nobiliari di Bologna. Le sue origini risalgono al Medioevo ed i suoi membri hanno ricoperto nel corso dei secoli importanti cariche politiche, amministrative, giuridiche, storiche.


Ad un certo punto dell'atto, Giuseppe Gozzadini viene descritto come "Signor Priore Giuseppe Gozzadini della Buonamemoria Signor Senatore Ulisse, Cavaliere del Reale Ordine di Santo Stefano Papa e Martire".

Gozzadini e l'Ordine Reale di Santo Stefano Papa e MartireL'Ordine Reale di Santo Stefano Papa e Martire è un ordine religioso cavalleresco di fondazione pontificia fondato nel 1562 da Papa Pio IV e di collazione della Casa Granducale di Toscana. Il suo obiettivo era la difesa della Fede e la lotta agli Ottomani e alla pirateria barbaresca nel Mediterraneo. L'ultima azione militare risale al 1719, ma l'Ordine esiste ancora oggi.

Rogito 1831 Gozzadini - Strada Santo Stefano 70, BolognaInoltre, alla fine dell'atto, il notaio Aldini indica il luogo in cui esso viene "fatto e letto alle parti": "...nel Palazzo del lodato Nobil'Uomo Signor Priore Giuseppe Gozzadini situato in Strada Santo Stefano al n. 70, in una camera di un appartamento al piano superiore ad uso di ragioneria avente lume dalla parte di un cortile intorno...".
Da un documento disponibile online che elenca le proprietà sulla Strada Santo Stefano di Bologna fra XVIII e XIX secolo, ho trovato una corrispondenza con l'informazione riportata nell'atto notarile: il proprietario della casa di via Santo Stefano n. 70 era il cav. Giuseppe Luigi del senatore Ulisse Gozzadini già dal 1802. Nel 1831, di questa casa con prato sita nell’isolato di S. Biagio, era ancora proprietario il cavaliere priore Giuseppe Gozzadini.Proprietà dei Gozzadini in Strada Santo Stefano a Bologna


Abbiamo dunque le informazioni necessarie per collocare con certezza Giuseppe in quella discendenza nobiliare di cui parlavo poco sopra.

Gozzadini Giuseppe, annuncio di morte 1865Ma non è tutto qui. Presa da un'ulteriore curiosità, ho fatto altre ricerche e ho trovato un annuncio che risale all'aprile 1865, nel quale Giovanni Gozzadini annuncia la morte del padre, "Conte Priore Giuseppe Gozzadini Cavaliere dell'Ordine di S. Stefano di Toscana".

Ho ragione quindi di pensare che il Nobiluomo Giuseppe Gozzadini di cui si parla in questo atto fosse il padre di Giovanni Gozzadini, archeologo al quale si devono la scoperta della Civiltà Villanoviana, oltre che gli scavi e le ricerche presso la necropoli estrusca di Marzabotto. La Raccolta Gozzadini, donata da Giovanni Gozzadini alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, che tutt'oggi la conserva, è una delle più importanti collezioni di manoscritti, mappe, perizie, informazioni sul nostro territorio, una memoria di valore inestimabile per lo studio delle sue trasformazioni che Gozzadini ha voluto mettere a disposizione di altri studiosi.

 

Palazzo Gozzadini di Saletto, Bentivoglio (BO)Dedichiamoci ora al Podere Bell'Onda. Le proprietà immobiliari dei Gozzadini nella provincia bolognese erano numerose. Nella nostra zona, possiamo annoverare il Palazzo dei Sessantuno di Saletto, località di Bentivoglio. Ad Argelato, possiamo inoltre annoverare la via Gozzadina, che certamente ricorda la loro presenza nei nostri territori.

Rogito 1831 Gozzadini - Podere Bell'Onda ArgelatoGiuseppe Gozzadini acquistò il "Predio denominato Bell'Onda, con appezzamento prativo" dal Sig. Passerini nel 1819, al prezzo di "romani scudi 1600".

E' logico chiedersi quale valore potessero rappresentare ai tempi in euro. Stando alle informazioni raccolte, il valore di uno scudo romano, in termini di potere di acquisto, doveva essere superiore alle 50 euro odierne. Nell'800, con 500 scudi romani, si poteva acquistare un piccolo podere.

Giacché del fondo non vengono indicate le misure né altre descrizioni (sicuramente presenti nell'atto nel 1819, che purtroppo non abbiamo), possiamo presumere che il Bell'Onda fosse un podere di grandi dimensioni.

L'atto ci informa inoltre che il venditore doveva garantire il fondo da qualsiasi malattia (intesa come vizio o danno) per il tempo di 20 anni e che nel 1831, dopo 12 anni dall'acquisto, il Gozzadini non ne lamentava malattia alcuna. Quindi, era un podere sano e produttivo.

 

Cartografia Argelato 1853-1895Attraverso alcune mappe ottocentesche, sono riuscita a risalire alla posizione del podere. Il toponimo stesso suggerisce l'idea di un luogo vicino all'acqua, quindi, nell'osservare la cartografia, mi sono concentrata prima sulle terre più vicine al Reno.

E lì l'ho trovato: tra Malacappa e Voltareno, poco dopo il Savignano (arrivando da Malacappa).
Se proviamo ad indagare consultando la cartografia più vicina al periodo in cui Gozzadini acquistò il podere da Passerini nel 1819, quindi quella del Catasto Napoleonico 1807-1815, noteremo che il punto in cui dovrebbe essere collocato il Podere Bell'Onda era parte di un terreno definito come Fondo Grande, contrassegnato anche come "C. Passerini".

Cartografia Argelato, Catasto Napoleonico 1803-1815Se mi è concessa un'ipotesi, per quanto elementare, oserei dire che C. Passerini possa essere in qualche modo collegato a quell'Antonio Passerini che nel 1819 concluse la vendita con Gozzadini e che il Podere Bell'Onda possa essere il risultato della suddivisione di questo fondo enorme, che arrivava sino all'ex zuccherificio.

Nelle carte e mappe successive, il toponimo Bell'Onda si perde. Si potrebbe dire, osservando le mappe odierne, che esso ancora esista a livello di spazi, nonostante i mutamenti territoriali e la scomparsa del suo nome.

 

La mia indagine su questo atto notarile, per quanto limitata a questi primi argomenti, è in evoluzione: esso potrebbe rivelare nel tempo altri elementi storici sui quali indagare in futuro.

Ma certamente ora sappiamo qualcosa di più sul nostro territorio e sulle persone che lo hanno abitato, gestito e curato nei secoli passati e questo ci consente, poco a poco, di allargare la nostra visuale sulla sua storia.

 

Bibliografia, links ed altri documenti utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

 

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