Passeggiata alla Bolognina, quartiere postindustriale in transizione

E' una mattina dal sole velato a Bologna. O meglio, il sole deve ancora fare capolino tra gli edifici di uno dei quartieri più operai e popolari della città: la Bolognina.

 

Bolognina, Tranvia Bologna-Pieve di Cento-MalalbergoL'incontro è al Parco del Dopolavoro Ferroviario (DLF), accanto ad un'antica locomotiva, affascinante ma purtroppo non molto ben conservata. Il luogo di ritrovo è particolarmente simbolico quale inizio di un percorso che ci porterà, attraverso diverse fermate, a riscoprire alcuni degli (ex) "gioielli" dell'industria bolognese, oggi dismessi.
Bolognina, Ex Officine MingantiLo storico quartiere nasce sulla carta nel 1889, quando il nuovo Piano Regolatore di Bologna prevede un'espansione adiacente alla stazione dei treni, funzionale a insediamenti manifatturieri e abitazioni operaie. Definita sul finire del XIX secolo "incipiente Manchester", la Bolognina delude queste aspettative, perché si trasforma in una zona industriale tardivamente, all'interno della quale convivono fabbriche insieme ad isolati residenziali o commerciali.
Il DLF, nostro punto d'incontro, nasce nel 1908 per Regio Decreto e diventa un punto di riferimento e ritrovo per i lavoratori dell'avviata industria ferroviaria.


E' proprio da questo settore che comincia il nostro percorso urbano-industriale. Ci avviamo infatti lungo la nuova ciclopedonale che da via Serlio conduce fino a via Ferrarese, sorta sul vecchio tracciato binario della Tranvia Bologna-Pieve di Cento-Malalbergo, inaugurata nel 1891 e dismessa nel 1955. Il tracciato partiva da via Matteotti, attraversava quest'area ed in zona Dozza si biforcava, per collegare Bologna o con Pieve di Cento o con Malalbergo. In quest'area si trovava anche la Fervet, un costruttore ferroviario la cui attività cominciò nel 1907.

Bolognina, Deposito ZuccaIl nostro viaggio continua lungo la ciclopedonale per riscoprire la storia della Cevolani, il cui stabilimento è oggi scomparso a favore di un nuovo centro residenziale, delle Officine Minganti, trasformate in centro commerciale, del Deposito Zucca, nato nel 1880 come costruzione adibita a scuderie di cavalli che trainavano tram sul finire del XIX secolo.
Museo per la memoria di Ustica, BolognaIl percorso prevede una tappa nell'adiacente
Museo per la Memoria di Ustica, che conserva i resti del DC-9 della Itavia, che nella sera del 27 giugno 1980 precipitò in mare al largo di Ustica in circostanze ancora oggi oggetto di indagine. L'allestimento del museo è opera del maestro Christian Boltanski. Il mio consiglio è di prendersi del tempo per visitarlo con la dovuta calma e riflessione, perché l'allestimento è molto coinvolgente a livello emotivo.


Passeggiata nel quartiere BologninaRitorniamo sui nostri passi per riprendere la ciclopedonale e raggiungere l'ex Caserma Sani, oggi abbandonata ma che ancora conserva al suo interno i macchinari utilizzati per l'attività di produzione di carne in scatola. Sul sito dell'Istituto Luce è anche disponibile un interessante video che illustra come si lavorava all'interno della fabbrica.

La ciclopedonale ci conduce successivamente alle Officine di Casaralta, la cui storia attraversa praticamente tutto il '900 per poi estinguersi nel 2010, quando l'area viene dismessa.
Percorrendo la via Ferrarese e girando in via della Manifattura, arriviamo alla Manifattura Tabacchi, un complesso che sorge su un'area di notevoli dimensioni, progettato da Pier Luigi Nervi negli anni '50, che oggi attende di essere riqualificato come Tecnopolo.

 

Manifattura Tabacchi, BolognaSono tornata al DLF attraverso la via Stalingrado e ne ho approfittato per osservare da un altro punto di vista le grandi aree industriali raggiunte attraverso la via Ferrarese, oltre alle più recenti costruzioni ed infrastrutture urbane che connotano la zona.
La Bolognina è un quartiere postindustriale in transizione, nel quale vecchie fabbriche ed infrastrutture possono rappresentare un'opportunità per ripensare la città secondo nuovi concetti urbani che tengano in considerazione il grande valore storico, culturale e produttivo che connota l'area. E' possibile quindi, paradossalmente, che il futuro stia nel passato.

 

Dato il meritato successo dell'iniziativa, la passeggiata si ripeterà sabato 3 ottobre prossimo.

Per interessarvi ulteriormente al percorso, ho realizzato una mappa con le sue diverse tappe, corredata di informazioni storiche e delle foto scattate durante la passeggiata:

 

Mappa su Google MyMaps

 

Che ne dite? Siete pronti a partire per un'interessante viaggio nella Bologna industriale? wink

 

 

Ringraziamenti e riferimenti:

 

 

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