Castel Guelfo di Bologna e l’architettura difensiva medievale

Siamo tutti quanti sotto la torre dell’orologio di Castel Guelfo di Bologna in attesa di cominciare la visita. Mano a mano, il gruppo che si riunisce all’ingresso del borgo fortificato intorno a Gianluigi Tozzoli, la nostra guida, è sempre più nutrito.

Ad introdurci maggiormente nell’atmosfera tardo medievale del luogo, sono un gruppo di ragazzi che, vestiti in abiti d’epoca, interpretano le figure storicamente più importanti per il governo e la difesa della città: la famiglia Malvezzi e gli armieri.

Il gruppo si muove lungo la via centrale del borgo, osservando a sinistra il Palazzo del Podestà e la Chiesa, a destra il Palazzo Malvezzi – Hercolani, fino a raggiungere la cinta muraria sul fronte opposto.
Ed è qui che comincia la storia.

Castel Guelfo sorse probabilmente nell’XI secolo, ma le prime fonti documentarie che testimoniano la formazione del borgo fortificato risalgono al 1310, quando i bolognesi decisero di fortificare la cittadella per presidiare il territorio fra la via Medesano ed il fiume Sillaro. Le prime fortificazioni erano costituite da una fitta palizzata di travi con un ampio fossato a circondarla e da una rocca in muratura con ponte levatoio a rappresentare l’ingresso principale al fortilizio.

Castel Guelfo Bologna - I MalvezziTra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento il Comune di Bologna cominciò a dedicare particolare attenzione a Castel Guelfo. Per un periodo piuttosto lungo la città godette di privilegi ed esenzioni fiscali diventando un borgo franco. Lo scopo di Bologna era favorire il popolamento e la messa a coltura di questo territorio, garantendosi gli approvvigionamenti necessari per i suoi sempre più numerosi abitanti.

Tuttavia, il Comune bolognese aveva difficoltà a controllare una comunità così al limite del suo territorio. E fu così che nel 1458 il Pontefice Pio II decise di donare in feudo Castel Guelfo alla nobile famiglia bolognese dei Malvezzi per garantirsene un efficiente governo.

Ai Malvezzi si devono il consolidamento in laterizio delle mura perimetrali e dei quattro torrioni del castello che furono affidati all'architetto Gaspare Nadi, ma solo quando il feudo entrò in possesso per breve tempo della famiglia Bentivoglio, tra il 1493 ed il 1507, fu realizzata la struttura definitiva delle opere difensive.

Il sistema difensivo prevedeva che ogni elemento architettonico del castello avesse la duplice funzione di difendere ed essere difeso ed inoltre una precisa gerarchia tra ogni singola struttura di cui era composto: ogni torrione comandava le cortine circostanti, vale a dire che oltre a difenderle poteva colpirle qualora fossero state prese dal nemico. Allo stesso modo, la rocca comandava sui torrioni e l'intero campo circostante.
Il sistema difensivo era inoltre costituito da diverse opere tra le quali ad esempio la realizzazione di uno spalto, ossia un'elevazione artificiale del terreno inclinato verso la campagna per limitare la vista agli aggressori, e quindi la spianata, una zona davanti al castello senza case né vegetazione per evitare che gli assedianti avessero modo di ripararsi in qualche modo.

Torrione di Castel Guelfo BolognaOgni torrione era costruito in forma circolare per avere una maggiore visuale sull'esterno, in modo da poter battere il terreno antistante con tiri a raggiera e garantire la copertura delle cortine e del torrione adiacente. Era inoltre dotato di beccatelli e caditoie dalle quali era possibile gettare pietre e olio bollente ed alla sua base è ancora possibile notare un foro circolare che serviva per pescare l'acqua dal canale per abbeverare i cavalli.
Dal torrione si potevano effettuare diverse tipologie di tiri: quello piombante che arrivava dall'alto, quello fiancheggiante le mura e quello radente, lanciato da apposite feritoie alla base delle mura.

Il castello era inoltre circondato da un fossato (oggi non più esistente) che, data la poca profondità dell'acqua con cui era riempito, non aveva la funzione di fare annegare il nemico, ma di farlo impantanare. Nulla era più efficace che bloccare un avversario in mezzo alla melma per poterlo colpire con il tiro più adeguato alla situazione.
Ma in caso tutti questi accorgimenti non avessero funzionato e ci fosse stata una rotta, era la gerarchia esistente tra le singole strutture che permetteva una graduale ritirata della difesa verso la rocca.

Altra curiosità storica sulla città è la costruzione di un canale tra il 1420 ed il 1425. Questo canale, che passava davanti al fossato, veniva alimentato dalle acque del fiume Sillaro e serviva a far funzionare un mulino.
E quale grande famiglia, molto conosciuta anche nel nostro territorio, poteva interessarsi più di altre ad un mulino? Naturalmente, i Bentivoglio.

Come già detto, i Bentivoglio possedettero questo feudo per breve tempo. Ma come ne vennero in possesso? Ebbene, tutto si deve alla congiura dei Malvezzi contro Giovanni II Bentivoglio allo scopo di stroncare la sua egemonia. L'idea era di assassinare tutta la famiglia all'interno del suo palazzo. Ma Giovanni II riuscì a sventare il complotto facendo impiccare Giovanni Malvezzi e gli altri congiurati. La famiglia Malvezzi fu mandata al confino e i loro beni furono confiscati, compresa Castel Guelfo, che divenne feudo dei Bentivoglio.

A Castel Guelfo, oltre a fortificare ulteriormente le difese, i Bentivoglio s'interessarono particolarmente al mulino. Perché tutto questo investimento in attività molitorie? Beh, lo abbiamo già visto con la storia della nostra Bentivoglio: i mulini davano pane e lavoro alla gente ed i Bentivoglio avevano compreso che incontrare il consenso del popolo era importante per ottenere ricchezza e potere.

Le strade di Castel Guelfo di BolognaAl termine della visita, ho la sensazione che tutto quello che si trova dentro al borgo fortificato - non solo torrioni e mura, ma anche strade e vicoli - sia stato strutturato e pensato principalmente per esigenze militari. E se ancora oggi si può avere questa impressione è grazie alla straordinaria conservazione dell'organizzazione originaria degli spazi interni al castello.
Tutto il resto ce lo conferma la storia: pochi eserciti sono stati in grado di sfidare questa struttura difensiva così bene organizzata.

Quello attraverso la città fortificata di Castel Guelfo di Bologna è un percorso che consiglio a tutti i miei lettori.

 

Materiali e link utili alla scrittura dell’articolo:

  • La visita guidata del 30 giugno 2019, focalizzata sull'architettura difensiva della città e condotta da Gianluigi Tozzoli (che ringrazio dell'invito) è stata particolarmente interessante ed istruttiva al fine della scrittura di questo articolo.
  • Storia di Castel Guelfo di Bologna sul sito del Comune.
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