Passeggiata nel centro storico di San Giorgio di Piano

Chiunque si trovi a camminare a piedi lungo la via della Libertà di San Giorgio di Piano (via della Libertà), si accorgerà della presenza di interessanti testimonianze architettoniche che, susseguendosi, raccontano la storia e le trasformazioni nel corso del tempo di questa bella cittadina.

 

Corso principale di San Giorgio di PianoSan Giorgio di Piano si è formata in periodo preromano, ma deve ai Romani il suo sviluppo come cittadina fiorente per commerci ed approvvigionamenti.

Nel Medioevo, qui si trovava un castellum (o castrum), con una Pieve dedicata a San Giorgio. Il castello venne poi fortificato nel 1376, sulla spinta del governo bolognese che desiderava allargare la sua influenza alle terre del contado e proteggere il territorio dalle ingerenze esterne.


Porta Ferrara di San Giorgio di PianoPorta Ferrara
è l'unica traccia rimasta dell'antico castello, un tempo circondato da un fossato, un doppio terrapieno ed un ponte levatoio con guardie a controllare gli accessi. La porta era sovrastata da un'altra torretta e nella lunetta sul lato meridionale si trovava una meridiana, rimossa durante i restauri del 1913.

 

Palazzo Colonna, San Giorgio di PianoAllo stesso periodo (1400) risale la costruzione del vicino Palazzo Colonna, una delle più belle testimonianze antiche che la cittadina possa vantare, proprietà prima del Cardinale Colonna Panfili, poi di altre famiglie come i Pelagatti nell'800. Sotto il portico si possono notare due diverse numerazioni civiche: il n. 30 è moderno ed il n. 14, al di sopra, risale all'Ottocento, indizio di come la numerazione ai tempi comprendesse anche altre località limitrofe.

 Antiche numerazioni civiche, San Giorgio di Piano

La Chiesa dedicata a San Giorgio Martire è la presenza più antica del paese, documentata sin dal X secolo. Tra il '700 e l'800 fu sottoposta ad una serie di modifiche e restauri che ne comportarono una completa trasformazione.

L'intitolazione sulla facciata, "Dedicato a San Giorgio, 1866", non in latino, ma in italiano è un simbolo dell'Italia Unita e della nuova Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Francesco Ramponi, che s'impegnò per fare ultimare i lavori di riedificazione cominciati nel 1829.

Chiesa di San Giorgio di PianoL’interno è sobrio, a tre navate, e custodisce pregevoli dipinti che raffigurano, oltre a San Giorgio, i santi più invocati nel nostro territorio: San Vincenzo Ferrer e Sant'Antonio Abate (prima cappella a destra), San Rocco e Santa Liberata (terza cappella a sinistra).
La vasca battesimale in marmo rosso, oggi avvolta in una struttura lignea, è probabilmente risalente alla chiesa romanica.

Anche il campanile ha subìto importanti modifiche tra il '700 ed il '900. Non molti sanno che c'è un ramo della famiglia Brighenti (i famosi costruttori edili) che costruiva campane. Fu questo ramo ad occuparsi di realizzare le nuove campane per il campanile, che furono finanziate di buon grado dal popolo sangiorgese e che sono ancora oggi rinomate in tutta la provincia per il loro suono.

 

Piazza di San Giorgio di Piano, con il TorresottoNella piazza fino all'800 si trovava il cimitero, che fu poi spostato all'esterno del paese. Il terreno liberato fu venduto dalla parrocchia al Comune, che qui edificò nel 1842 la nuova piazza. Contemporaneamente si delineò il mercato, che a San Giorgio si teneva fin dal 1600.

Al centro della piazza si trova il Torresotto, altra costruzione medievale voluta dal Senato di Bologna quale punto di osservazione della vicina Rocca dei Bentivoglio. Nel 1900, la parte sottostante le arcate ospitava l'Osteria del Torresotto, che fu degli Alberti, dei Pepoli ed anche dei Benassi.

 

Ex Ospitale di San Giorgio di PianoVolgendo lo sguardo dall'altra parte della strada, potremo notare una palazzina di colore rosso all'angolo della via Andrea Costa. Questo complesso ospitò, tra il 1555 ed il 1759, l'Ospitale e la Confraternita di Maria Vergine e San Giuseppe, che si occupava di accogliere ed assistere i viandanti ed i poveri di passaggio a San Giorgio di Piano.
Nel 1797 l'intero edificio venne affittato all'Amministrazione Comunale che ne fece la sua prima sede fino al 1869, quando si spostò nel vicino Palazzo Pesci-Benassi, che fin dai primi decenni dell'Ottocento era già sede di funzioni pubbliche, attività commerciali ed abitazioni.

 

Via del Teatro a San Giorgio di PianoAll'inizio della via Andrea Costa si trovava il Teatro Comunale, la cui costruzione, abbastanza travagliata, cominciò nel 1830 e finì nel 1844. Qui si tenevano rappresentazioni teatrali e giocoliere, ma anche serate danzanti e votazioni. Nel secondo dopoguerra, la prima amministrazione socialista lo rinnovò predisponendolo per la proiezione di film. Il teatro rimase in uso fino agli anni '60, poi fu demolito ed al suo posto vennero costruite delle palazzine con botteghe.

 

Casa Natale di Giulietta Masina a San Giorgio di PianoSe proseguiamo fino al civico 112 di via della Libertà, ci troveremo davanti alla casa natale di Giulietta Masina. L'attrice, sposatasi con Federico Fellini nel 1943, lasciò un'impronta indelebile nel panorama del cinema italiano del tempo. Nonostante sia partita da questo paese da piccola, rimase sempre legata alla bella San Giorgio della quale ricordava "il profumo della canapa", che sentiva ogni qualvolta vi ritornava per le vacanze estive.

 

Proprio di fronte, si trova l'Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe, che venne eretto quale nuova sede della Confraternita di Maria Vergine e San Giuseppe di cui ho parlato precedentemente.

Dobbiamo la sua costruzione alla generosità dei fratelli Varotti e del Principe Hercolani, che donarono rispettivamente la terra ed il denaro per edificarlo.

I confratelli risiedettero qui e svolsero le loro funzioni caritatevoli (ormai svincolate dal vecchio ospitale) fino alla metà del XX secolo, con una breve interruzione legata agli esprori del periodo napoleonico, grazie alla benevolenza di Gaetano Ramponi e della sua discendenza.

Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe, San Giorgio di PianoNel 1942, alla morte dell'ultimo dei Ramponi, l'oratorio passò per lascito al Comune di San Giorgio di Piano ed ancora oggi è un luogo consacrato destinato sia ad attività culturali che a funzioni religiose in periodi particolari dell'anno.

 

Alla fine di questo itinerario, osservo la strada che attraversa il centro della cittadina con occhi diversi. Cerco di immaginare questo luogo quando c'era ancora l'antica Porta Bologna, demolita nel 1867, quando le strade avevano altri nomi ed erano attraversate dai personaggi ai quali questa cittadina è così legata.

Trovo sinceramente apprezzabili le attenzioni che i sangiorgesi riservano alla loro storia e mentre mi incammino a ritroso per la via e le prime luci della sera si accendono, mi sento lieta di esserne stata coinvolta.

 

 

Bibliografia, documenti ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • La visita guidata promossa da Emil Banca nell'ambito dell'iniziativa Grand Tour Emilia-Romagna, in compagnia delle storiche Anna Fini ed Elisa Gamberini, è stata il modo migliore per apprendere importanti aspetti della storia di San Giorgio di Piano.

  • Metto a vostra disposizione la mappa del percorso che ho fatto, ricca di approfondimenti riguardo alle tappe raccontate in questo articolo.

  • Letture consigliate:

    - "Il Castello di San Giorgio di Piano" di Lino Sighinolfi - prima edizione a cura della Tipografia di Paolo Neri, Bologna (1914) - riedizioni a cura della Arnaldo Forni Editore (2006-2014)

    - "Le Chiese Parrocchiali della Diocesi di Bologna ritratte e descritte" (Chiesa di San Giorgio di Piano – Tomo III – Scheda n. 93 (Castel San Giorgio di Piano)

    - "Al pubblico culto ed al decoro del paese - La riedificazione della Chiesa Arcipretale di San Giorgio di Piano 1829-1867" - Vol. III - a cura di Elisa Gamberini - Centro Italiano Femminile (CIF), San Giorgio di Piano (2017)

    - "La Confraternita e l'Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe in San Giorgio di Piano (BO)" - Vol. IV - a cura di Annamaria Schiavina ed Elisa Gamberini - Centro Italiano Femminile (CIF), San Giorgio di Piano (2019)

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