Da Bologna a Cento: la via Lame e le stazioni di posta per cavalli

In biblioteca continuavo ad osservare quelle mappe e non capivo come mai, con un'arteria grande come quella della via Galliera, tutti i periti agrimensori si fossero concentrati sulla via Lame, documentando in primis le località presenti fra Trebbo di Reno e Volta Reno ed escludendo Argelato. Venne in mio soccorso la bibliotecaria che, abitando a Pieve di Cento, mi fece notare che allora (intendiamo tra il 1600 ed il 1800) la strada che veniva percorsa per andare da Bologna a Cento era la via Lame, non la via Galliera. Pertanto, gran parte delle mappe e della documentazione esistente della nostra zona prende come riferimento il tratto che costeggia l'argine del fiume Reno.

Malacappa, il Caffé Gambini, antica stazione di postaEro all'inizio della mia ricerca e concentrata su altre località, ma questo tipo di informazione è venuta buona quando ultimamente mi sono trovata ad indagare sulle località del nostro territorio toccate da questa via.

 Chiamata anche Strada delle Lamme (da una pianta del Monari del 1745), il suo nome non trae origine, come si potrebbe pensare, dalle lame delle armi da taglio, ma dalla palude o terreno paludoso che si formano nei luoghi poco elevati sul livello del mare per il radunarsi di acque di piena. Ed infatti, uscendo dalla città, questa via conduce ad una pianura valliva (la nostra) che, almeno nei tempi passati, era paludosa.

A noi qui interessa approfondire il tratto di questa via che conduce dalla Porta delle Lame di Bologna fino ai territori del contado bolognese, attraversando Trebbo di Reno, Boschetto, Malacappa, Savignano, Volta Reno, Castel D'Argile, Pieve di Cento, fino ad arrivare a Cento.

E' a mio avviso curioso ed interessante sapere cosa veniva messo a disposizione dei viandanti su questa strada. Giacché al tempo (parliamo del 1600 circa, senza voler andare troppo indietro), il viaggio veniva effettuato a cavallo, sulla via Lame, come sulle maggiori strade del tempo, si trovavano delle stazioni di posta a distanze abbastanza regolari di 8 chilometri l'una dall'altra. Le stazioni di posta avevano la funzione di supportare al meglio principalmente il servizio di "posta dei cavalli", messo a disposizione dalle amministrazioni postali nei secoli XVI-XIX per fare viaggiare più velocemente la posta. Perciò, prevedevano tutte la possibilità di cambiare cavalli e postiglioni, in modo che fossero sempre freschi e l'andatura elevata. A questo fine, erano sempre presenti sul posto un maniscalco per ferrare i cavalli in caso di necessità e una scuderia ben attrezzata.

Ma le stazioni erano anche delle fermate delle quali si potevano servire i viaggiatori che avevano necessità di spostarsi o di trasportare le proprie merci da un luogo all'altro, come commercianti, periti agrimensori, agricoltori. Alcune di queste stazioni, prevedevano la possibilità di prendere diligenze o affittare calessi. Nella maggior parte dei casi, ogni stazione di posta aveva anche una locanda o un'osteria dove il viaggiatore poteva trovare ristoro, mangiare e riposarsi.

Nella nostra zona, le stazioni di posta che posso annoverare sono quella di Trebbo di Reno (Antica Locanda il Sole), di Malacappa (Osteria Gambini e fabbreria poco distante, che oggi è un'abitazione), quella che un tempo si trovava a Antica Locanda del Sole Trebbo di RenoSavignano, nel palazzo padronale di Bertocchi (oggi non più esistente), che oltre ad avere una scuderia molto curata ed un abbeveratoio per cavalli aveva anche la bottega del fabbro (Pesci) e del falegname (Bonzagni). Con l'avvento della ferrovia all'inizio dell'800 e di più moderni e veloci metodi per fare viaggiare posta e persone (trasporto su gomma o via nave), i cavalli sono stati rapidamente sostituiti.
E nel frattempo, le strade si sono trasformate o ne sono nate di nuove e lo stesso si può dire per gli edifici delle vecchie stazioni di posta, oggi riadattati ad altri usi o spariti del tutto.

Chissà perché, è proprio quando una storia si fa interessante che la strada fa una deviazione e tutte le cose cambiano.
In questo caso, è capitato prima che cominciassi a sentirmi un po' come nel Far West o in una scena del film "L'uomo del giorno dopo".