Nel giugno del 2018 acquistai al mercatino di Pieve di Cento una fotografia che mi attirò particolarmente per l'atmosfera che vi leggevo: una strada di Bologna affollata di persone vestite in abiti di un'altra epoca, venute ad assistere probabilmente ad un evento importante.

Le indagini attraverso le quali ho cercato di collocare la foto nel tempo e nello spazio della nostra città, più che portare a delle certezze assolute, mi hanno aiutato a ricavare da questa foto d'epoca tante altre storie su Bologna. E questo è il bello di ogni ricerca.

Bologna, Via Ugo Bassi foto d'epocaLa prima domanda alla quale ho cercato di rispondere è stata: dove è stata scattata la foto?
Innanzitutto, ho identificato il palazzo dalle caratteristiche architettoniche più particolari e riconoscibili della foto, quello di fronte sulla sinistra, con l'alto porticato a volte e la facciata con frontone e timpano: si tratta dell'ex Chiesa di Santa Maria delle Laudi, detta popolarmente "Ospedaletto", che fu sede dell'ospedale della Compagnia dei Laudesi, soppressa nel 1798. Si trova al numero 1 di Piazza Malpighi, fra l’inizio delle vie San Felice e Pratello.
Perciò, il fotografo si trovava in via Ugo Bassi al momento dello scatto ed in particolare in prossimità di uno degli hotel più importanti dell'epoca: il Grand Hotel Brun.

 

Una volta trovato il luogo, molto più difficile è stato ricondurre l'immagine ad un momento preciso della storia di Bologna. Infatti, ho potuto formulare solamente delle ipotesi, grazie all'osservazione di alcuni elementi della foto.
Si tratta di un evento pubblico, al quale partecipano persone di varie estrazioni sociali. Osservando la moltitudine di persone radunate fino in fondo alla via San Felice ed anche nell'attuale via Marconi, mi sembra che si tratti di un evento che non si tiene precisamente all'Hotel Brun, ma che ha coinvolto più parti della città.

C'è una grande bandiera dell'Italia esposta sul balcone del palazzo a destra, una signora indossa un cappello con due coccarde a forma di cuore che forse riproducono i colori della bandiera italiana, bandiere e stendardi sono esposti ovunque fuori dalle finestre. Quindi possiamo supporre che la foto sia stata scattata successivamente al 1861 e che forse la manifestazione ha una risonanza di tipo nazionale.

L'abbigliamento delle persone pare ricondurre alla moda a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento, ma prima della Grande Guerra, dopo la quale le gonne si accorciarono.

In fondo alla foto, sono visibili molti uomini che indossano la paglietta, un tipico cappello estivo molto in uso a quei tempi. Data l'assenza di cappotti o copri-abiti, direi che siamo probabilmente a primavera.

Grand Hotel Brun, BolognaAnche la storia e le trasformazioni architettoniche del Grand Hotel Brun possono suggerire il periodo o la datazione della fotografia. L'Hotel venne aperto dal cittadino svizzero Giacomo Melchiorre Brun nel 1828 con il nome di “Pensione Svizzera”, poi “Albergo Reale”. Alla metà dello stesso secolo passò ai Frank, che gestivano alberghi in tutta Europa e che investirono molto in questa nuova attività e nella fama dell'albergo, rinominandolo Grand Hotel Brun. Nel 1911 l'edificio fu sottoposto ad un restauro curato da Alfonso Rubbiani. Il 24 luglio 1943, nel corso di un furioso bombardamento alleato, l'hotel venne gravemente colpito. Finita la guerra, il palazzo non venne ricostruito. Al suo posto sorse un edificio moderno, conosciuto come il Palazzo del Toro. L'unica traccia dell'antica bellezza si conserva all'angolo tra via Ugo Bassi e via Testoni.


Monumento Ugo Bassi davanti al Mercato delle ErbeA questo punto, per fare dei confronti e rendermi conto delle differenze architettoniche, ho chiesto all'amico Fausto Malpensa, grande collezionista delle immagini più antiche e inedite della nostra bella città, se avesse delle foto simili alla mia o delle foto che ritraessero più chiaramente la zona nella quale la foto era stata scattata. Fausto mi ha inviato diverse foto dell'Hotel Brun di prima e dopo il restauro (le modifiche architettoniche, come la maggior parte degli interventi di Rubbiani, sono piuttosto evidenti), che ho confrontato con la mia. Malgrado l'Hotel Brun sia ripreso in una posizione laterale, è assolutamente chiaro che la foto in possesso è stata scattata prima del 1911: non sono ancora presenti le botteghe che coi restauri vennero aperte al piano terra, e l'architettura presenta ancora i grandi finestroni con grate laterali al portone d'ingresso.

Hotel Brun di Bologna dopo i restauri del 1911Ma oltre a queste immagini, Fausto me ne ha inviata un'altra che per temi ed atmosfera è molto simile alla mia: si tratta di una fotografia che ritrae il monumento dedicato a Ugo Bassi collocato in fondo a via Ugo Bassi, quindi di fronte all'Hotel Brun, nella piazzetta scomparsa che si trovava davanti al Mercato delle Erbe.
Forse non molti sanno che il monumento a Ugo Bassi viene chiamato “la statua viaggiante”: la collocazione originaria fu nel 1888 davanti all'Arena del Sole; nel 1900 venne spostata in via Ugo Bassi per lasciare posto alla statua di Garibaldi; nel 1949 un nuovo spostamento, questa volta a Porta Galliera; infine nel 2003, la ricollocazione in via Ugo Bassi.

Monumento Ugo Bassi davanti al Mercato delle ErbeQuindi, la foto di Fausto è stata scattata indicativamente ai primi del Novecento, quando il monumento a Ugo Bassi, senza tante cerimonie, era già stato trasferito nella sua seconda sede.

Date le analogie fra la mia e questa foto, ritengo possibile che siano state scattate nello stesso momento, forse da autori diversi.

Tra l'ultimo ventennio dell'Ottocento ed il primo decennio del Novecento furono innumerevoli gli eventi che portarono Bologna sotto i riflettori nazionali e che quindi potevano adunare così tante persone nel centro della città.


Il 1888 viene definito “il favoloso anno” poiché segnò il rilancio di Bologna. Le celebrazioni furono innumerevoli e non mancò l'appoggio del Re Umberto e della Regina Margherita, icone della nuova Italia.

Ci fu la Grande Esposizione Emiliana, che si tenne dal 6 maggio all'11 novembre, una manifestazione che aveva lo scopo di mostrare le innovazioni di tre settori principali - Musica, Industria e Agricoltura, Belle Arti. E poi il 12 giugno, ci furono ben quattro inaugurazioni in un solo giorno: il Tiro a Segno lungo il portico della Certosa, nell'area che sarà usata per costruire lo Stadio; il modernissimo Ippodromo presso Porta San Felice, finanziato dalla ricca famiglia Zappoli, che rimase in funzione fino al 1928; il monumento equestre di Vittorio Emanuele II posto nell'attuale Piazza Maggiore fino al 1943.

Sempre in quel giorno si tenne un'altra celebrazione molto importante: l'ottavo centenario della fondazione dello Studio di Bologna, avvenuta convenzionalmente nel 1088.

Ma le inaugurazioni non mancarono nemmeno negli anni successivi: il 29 giugno 1896, alla presenza della famiglia reale, si inaugurarono il monumento a Minghetti, l'Istituto Ortopedico Rizzoli e la scalinata del Pincio; l'8 luglio 1900 venne inaugurato il monumento a Giuseppe Garibaldi dinanzi all'Arena del Sole, che come detto andò a rimpiazzare quello di Ugo Bassi che fu poi spostato nella via omonima; il 20 settembre 1903 si inaugurò il monumento al popolano, in memoria della Battaglia della Montagnola dell'8 agosto 1848.

 

In conclusione, sono propensa a pensare che la fotografia in mio possesso, dati gli elementi di indagine e la moltitudine di persone presenti, sia stata scattata nel 1888, in occasione di uno dei numerosi eventi collaterali alla Grande Esposizione Emiliana.

 

Tuttavia, l'assenza di evidenze mi porta a tenere la mente aperta e lo sguardo attento a cogliere o ricavare nel tempo altri elementi o informazioni che possano suggerirmi una datazione più certa di questa fotografia così evocativa di un'epoca importante per Bologna.

 

 

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