Musei e Luoghi della Cultura
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- Scritto da Genziana Ricci
Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non / sordida, parta meo, sed tamen aere domus.
"La casa è piccola ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con il mio denaro". Queste parole, scolpite su una fascia di cotto lungo la facciata di un sobrio edificio in mattoni a vista di Ferrara, bastano da sole a raccontare chi era Ludovico Ariosto — e cosa cercava, nell'ultima stagione della sua vita. Non gloria, non sfarzo. Solo un angolo tutto suo.
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- Scritto da Genziana Ricci
Prima di varcare il portone del Palazzo del Vescovo di Imola, mi sono fermata a leggere quelle righe scolpite nella pietra. San Francesco arrivò qui nel 1213 e chiese al vescovo il permesso di predicare. Il vescovo lo liquidò senza troppi complimenti: «Basta, o frate, che predichi io al mio popolo». Francesco uscì in silenzio, inchinò il capo — e poi rientrò. Il vescovo, stupito, gli chiese cosa volesse ancora. E lui, con quella semplicità che lo ha reso immortale, rispose: «Signore, se il padre caccia il figlio da una porta, egli deve rientrare da un'altra». Il vescovo rimase senza parole, lo abbracciò e gli aprì le porte dell'intera diocesi. Un edificio che porta questa storia sulla fronte non può essere un posto qualunque. Avevo ragione.
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- Scritto da Genziana Ricci
musei delle città d'arte. Ma una visita al Museo Archeologico Ambientale di Anzola dell'Emilia può aiutare a scoprire che, proprio sotto i nostri piedi, nelle pianure che attraversiamo ogni giorno, si nascondono tesori incredibili. La Terramara di Anzola non è solo un sito archeologico: è una macchina del tempo che ci porta indietro di oltre tre millenni, nel cuore pulsante dell'Età del Bronzo.
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- Scritto da Genziana Ricci
Quando varchi l'ingresso della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, avverti immediatamente che stai per entrare in contatto con qualcosa di speciale. Non si tratta solo di un museo, ma di un vero custode della memoria artistica ferrarese, un luogo che racconta la storia di una città attraverso i suoi capolavori pittorici. Il salone d'onore con il suo soffitto ligneo a lacunari e l'appartamento cinquecentesco di Virginia de' Medici, moglie di Alfonso II d'Este, creano una cornice d'eccezione per le opere esposte.
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