Edifici Storici
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- Scritto da Genziana Ricci
C'è qualcosa di particolare nell'avvicinarsi alla Pieve di Santa Maria in Savonuzzo, detta di San Venanzio. Anche prima di entrarci, già dalla strada, quella sagoma in mattoni che emerge dal verde della campagna ferrarese trasmette una sensazione difficile da spiegare: la certezza di trovarsi davanti a qualcosa che ha attraversato i secoli e che, per qualche ragione, è ancora lì ad aspettarti.
Sono andata a visitarla in una delle aperture guidate organizzate per farla conoscere al pubblico, e posso dire che non è stato un pomeriggio qualunque.
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- Scritto da Genziana Ricci
A Marozzo, località della provincia ferrarese posta a nord di Lagosanto, nei pressi di un'ansa del Po di Volano, c'è una chiesa con una storia particolare che solo ultimamente è uscita da un periodo di abbandono durato più di 20 anni. Si tratta della Chiesa di Sant'Appiano.
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E' un pomeriggio dei primi di novembre, una di quelle giornate d'autunno che regalano ancora una luce pura e piena di colori. Attraverso il lungo viale di platani le cui foglie cominciano a digradare nell'arancione. Oltre quegli alberi mi attende qualcosa di sospeso nel tempo, una dimora antica che in più di quattrocento anni ha conservato fascino ed eleganza discreta. La Paleotta non si annuncia con clamore. E' una villa di dimensioni contenute, immersa nella campagna di San Marino di Bentivoglio.
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Ci sono edifici radicati in un luogo come vecchi alberi. Le loro radici affondano nella storia di una comunità e, con il tempo, diventano simboli dell’identità dei suoi abitanti. L’edificio collocato su una curva della via Nazionale, proprio all’ingresso di Altedo, noto oggi come Locanda Napoleone, è presente in questo territorio da così tanto tempo che persino la memoria più antica rischia di sfumare.
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Quando ho varcato la soglia del Palazzo Ducale di Sassuolo, non immaginavo di trovarmi di fronte a uno dei tesori più straordinari del Barocco italiano. Eppure, salendo lo Scalone d'Onore e lasciandomi avvolgere dalla magnificenza di quegli spazi, ho capito immediatamente perché questo luogo venisse chiamato la "Delizia" della corte estense. Non è solo un palazzo: è un manifesto di ambizione politica, un trionfo dell'illusione prospettica, un racconto mitologico dipinto sulle pareti che ancora adesso, se ci ripenso, mi emoziona.
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La storia di Rocca Isolani è quella di un edificio che ha cambiato pelle più volte, adattandosi ai tempi e alle necessità dei suoi signori. Le origini risalgono all'inizio del Trecento, quando gli Isolani – famiglia di mercanti di seta originaria di Cipro, arrivata a Bologna sul finire del Duecento – cominciarono ad acquisire terre nel Minerbiese. La costruzione della rocca, edificata fuori dal castrum medievale e protetta da un'ansa del fiume Savena, rappresentava il simbolo tangibile del loro crescente potere semi-signorile sul territorio.
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Ci sono luoghi che custodiscono storie capaci di attraversare i secoli, testimoni silenziosi di eventi che hanno segnato la nostra identità. Nelle campagne imolesi, tra le dolci colline che digradano verso il fiume Santerno, sorgono tre complessi monumentali che meritano di essere riscoperti: Villa Pasolini Dall'Onda di Montericco, Villa Torano e la Chiesa di Riviera. Non semplici dimore storiche o edifici di culto, ma autentici scrigni di memoria collettiva, dove la pietra e gli affreschi raccontano vicende che si intrecciano con la grande Storia.
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Nel cuore della pianura emiliana, dove i confini amministrativi fra Bologna, Ferrara e Modena si dissolvono in un paesaggio di campi coltivati e corsi d'acqua, sorge un edificio che racchiude sei secoli di storia: il Castello di Galeazza.






