Borgate ed altri itinerari

Gli oratori di Cento: sulla strada dei pellegrini

Il cammino per le vie del centro e del contado di Cento, in provincia di Ferrara, può rappresentare l'occasione per scoprire interessanti percorsi mistici e storici.

 

La tradizione vuole che nella località si trovasse una vecchia via che consentiva nel passato il passaggio dei pellegrini che venendo dal nord (Vienna, Venezia, Ferrara) intendevano, passando per Bologna e collegandosi alla via Francigena, raggiungere Roma. La strada che passava da Cento era l'unica percorribile, dal momento che sia ad oriente che ad occidente di qui i terreni erano paludosi ed impercorribili.

Non è quindi un caso che sulle vie urbane e del contado centese cominciarono a sorgere una serie di oratori che avevano la funzione di accogliere il viandante lungo il suo viaggio, ma che rappresentavano anche le tappe di percorsi devozionali Oratorio dell'Ariosto, Centolocali per quanti non erano in grado di affrontare lunghi viaggi.

 

A Cento, vi sono quattro oratori di singolare interesse, alcuni dei quali visitabili internamente in particolari occasioni.

 

Oratorio dell'Ariosto, Cento - internoSulla via Reno Vecchio, si trova l'Oratorio dell'Ariosto, oggi annesso alla Villa Ariosti. Si tratta di una chiesetta costruita nel XIV secolo dedicata alla Madonna del Carmine che conserva una statuetta lignea del '700. Come suggerisce il nome della via, l'edificio anticamente sorgeva in riva al Reno (il fiume ha cambiato più volte corso nei secoli passati) forse per accogliere un nucleo abitativo nel punto più alto di Cento. La struttura non risulta molto documentata, ma sembra che sia sorta precedentemente alla Villa Ariosti per merito di alcuni frati che qui volevano costruire un convento. Poiché i fondi non erano sufficienti, i lavori si arrestano ad una piccola chiesetta.
Possiamo avvicinarci ed osservarne l'interno da una finestrella, rendendoci conto però che avrebbe bisogno di maggiori attenzioni. Di questo luogo al momento rimangono solo inquietanti storie di fantasmi, che si spera una ventata riqualificativa spazzi via per sempre.

 

Oratorio della Crocetta di CentoSulla via Penzale, possiamo incontrare l'Oratorio della Crocetta. La chiesina, risalente a prima del XIV secolo, che tra il '600 ed il '700 è documentata tra le proprietà della Confraternita di Santa Croce, sorge all'intersezione fra due importanti tracciati viari ed è stata adibita a chiesa del lazzaretto durante la peste del 1630.
EInterno dell'Oratorio della Crocetta di Centora una meta importantissima per i pellegrini, molti dei quali hanno inciso sui mattoni esterni l'anno di visita ed il loro nome. L'interno stupisce per gli affreschi di Santi alle pareti, ma ancora di più per la parte archeologica, rinvenuta durante le operazioni di recupero architettonico e artistico del 2003, che hanno riportato alla luce numerosi reperti, come frammenti di affreschi ancora più antichi, maioliche, monete ed addirittura una sepoltura.

Dobbiamo essere grati per questi lavori di restauro che hanno riportato in vita un gioiello di grande valenza storica che probabilmente deve ancora rivelare tutti i suoi segreti.

 

Proseguendo per la via Penzale, potremo imboccare a piedi il sentiero non asfaltato di via della Quercia. Una volta arrivati alla fine di questa strada, proprio all'incrocio con la via Prato Fiorito, troveremo l'Oratorio di San Pancrazio o del Santo Prato Fiorito.

L'oratorio è Oratorio di San Pancrazio o di Santo Prato Fiorito di Centostato costruito nel XV secolo dalla famiglia Cavalieri, che mise a disposizione il terreno necessario a costruirlo. All'interno conserva un affresco che rappresenta la Madonna con San Pancrazio, San Nicolò ed i Santi Sebastiano e Rocco, che necessita di urgenti restauri.
Anche in questo caso, si percepisce il forte legame con la pestilenza, dato che San Rocco, come ho avuto Interno dell'Oratorio di Santo Prato Fiorito di Centomodo di notare per altri oratori eretti in suo onore, è il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa.

 

Altra tappa obbligata del vostro pellegrinaggio è certamente l'Oratorio di Santa Liberata, che si trova nell'omonima via. Io lo trovo semplicemente delizioso e molto particolare, dal momento che sorge annesso ad un palazzo con giardino che pare avere una struttura molto più antica in confronto all'aspetto che la chiesa ha assunto nel 1760, anno in cui venne ricostruita. La chiesa è documentata infatti già dal 1578 come proprietà degli Ariosti che qui fecero edificare anche un mulino, aspetto che si può intuire dal canale che affianca la costruzione. All'interno, si trovano alcuni interessanti affreschi del XVIII secolo incorniciati da stucchi, che devo avere ancora l'onore di vedere personalmente. Si narra che l'Oratorio custodì per un certo periodo una reliquia di San Zenone che poi fu traslata all'interno di Cento. Nel corso del '700 il complesso è appartenuto a diverse famiglie, fino a pervenire agli attuali proprietari, i Conti Chiarelli, nel 1919.Oratorio di Santa Liberata di Cento

 

Quello che vi ho raccontato è solo la piccola parte di un percorso molto più articolato e ricco di storia, che spero di poter arricchire con nuovi approfondimenti ed esperienze personali.

A volte ho la sensazione che su queste costruzioni simbolo della devozione popolare non si spendano mai abbastanza parole, anche se sono convinta che abbiano un'importanza fondamentale per la comunità.
Camminando, gli uomini hanno costruito la loro storia e rafforzato la loro fede. Ed allo stesso modo, solo ripercorrendo i loro percorsi, possiamo comprendere l'infinita mole di culture e storie che da qui sono passate e spesso qui si sono fermate per lasciare una traccia di se stesse nella nostra civiltà.

Questi edifici sono la testimonianza di un grande patrimonio di sapere umano che ci appartiene di diritto, ma che abbiamo anche l'enorme responsabilità di conservare e tramandare ai posteri.

 

 

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