Colle Ameno di Sasso Marconi: l'antico borgo torna alla luce

Tra Pontecchio e Sasso Marconi si trova un borgo dalla storia antica, che oggi, grazie ad importanti interventi di riqualificazione, sta ricominciando a far parlare di sé. Si tratta di Colle Ameno.

Colle Ameno di Sasso MarconiQuesta borgata originariamente era un possedimento chiamato "Le Predose" ed è documentato sin dal 1685. Qui sorgevano un piccolo oratorio dedicato a Sant'Antonio da Padova ed alcuni edifici di villeggiatura estivi di proprietà della famiglia bolognese dei Davia. Nel 1692 Giovanni Francesco Davia vendette al senatore Francesco Ghisilieri l'intero possedimento costituito da un palazzo (l’originaria villa Davia), da alcuni edifici di servizio tra i quali una stalla con fienile, una casa da contadino, un giardino e una cappellina. Ma fu il marchese e senatore bolognese Filippo Carlo Ghisilieri, uomo illuminato e lungimirante, ad operare dal 1733 una vera e propria rivoluzione produttiva, sociale e culturale all'interno di questo possedimento: nel giro di circa vent'anni, infatti, egli ristrutturò gli edifici con l’intento di creare un borgo economicamente autonomo con case e botteghe con al centro il suo palazzo di villeggiatura, costruì un ospedaleper uomini e donne ed ampliò la chiesa esistente, costruendo vicino ad essa alcuni locali all’interno dei quali si trovavano una biblioteca e macchine per esperimenti scientifici.

IVilla Ghisilieri di Colle Amenonoltre, fece ingrandire e rimodernare il suo palazzo di villeggiatura, che nell'Ottocento veniva ricordato come "Grandioso e magnifico e molto degno d'esser visitato, reso come un emperio per le belle arti e per l'agricoltura". Questo fabbricato si presentava come un castello murato con vie interne e molte abitazioni oltre agli appartamenti nobili, anticamente adorni di splendide tappezzerie. Qui, il Senatore Filippo Ghisilieri creò un museo artistico con busti antichi e moderni, medaglie e monete antiche, ma anche idoli ed altri oggetti di culto pagano. In un'altra camera erano conservati strumenti agricoli, a dimostrazione dell'interesse del Ghisilieri non solo per le arti, ma anche per il miglioramento dell'agricoltura, fonte della prosperità del popolo.

Nel palazzo esisteva inoltre un teatro, una zona dedicata all'ammaestramento di cavalli ed all'equitazione ed un'altra al gioco del pallone. Il Calindri scrisse inoltre anche d'aver veduto una camera destinata ai bagni che si facevano con l'acqua del vicino Reno.

 

Chiesa Sant'Antonio e San Pio Ghisilieri Colle AmenoNel 1758, oltre all'ospedale provveduto di fisico chirurgo, ministri e sacerdoti residenti nella sua chiesa, qui sorgevano una fabbrica di maioliche, una stamperia, due frabberie (una di legno e l’altra di ferro), una spezieria, un forno.

Proprio per la logica compositiva di riuso caratteristica dell’epoca che lo aveva generato, questo piccolo insediamento si trasformò in una città ideale, in pratica un microcosmo in grado di rispondere ad ogni necessità, pratica e ludica.

 

Colle Ameno nella Seconda Guerra MondialeMa niente dura per sempre: nel 1765 Filippo Carlo Ghisilieri morì improvvisamente e gli succedette il figlio Francesco Pio. Stando a quanto scrisse il Calindri sulla località nel 1781, sembra che Francesco Pio non avesse lo stesso attaccamento del padre per la borgata: la villa venne descritta in un deplorevole stato di abbandono e di decadenza e questo lascia spazio per intendere in quale situazione versassero gli altri edifici del complesso.

 

Infatti tra il 1812 ed il 1813 i possedimenti di Pontecchio furono frazionati tra agricoli ed immobiliari e ceduti, i campi finirono alla famiglia Albertazzi, mentre Colle Ameno giunse nelle mani di Pietro di Lodovico Rizzi di Pontecchio. I suoi discendenti ne mantennero il possesso per più di un secolo e mezzo, utilizzando la villa come residenza e affittando parti di essa e del borgo come lussuosi appartamenti di villeggiatura tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

 

Poi arrivò la Seconda Guerra Mondiale e con essa si aprì il capitolo più triste della storia del borgo. Tra il 6 ottobre e la fine di dicembre d el 1944 Colle Ameno si trasformò in quartier generale dell'esercito tedesco per diversi usi. Divenne un centro di rastrellamento, selezione e smistamento di civili gestito dalle S.S. e fu luogo di molte brutali uccisioni. I sotterranei vennero trasformati in prigione e in luogo di tortura per oltre 400 uomini rastrellati dai tedeschi tra Loiano e Porretta.
Quegli eventi, che segnarono tragicamente questo territorio, sono oggi ricordati nell'Aula della Memoria di Colle Ameno.

 

Villa Davia di Colle AmenoTra il 1946 ed il 1960, la villa accolse numerosi sfollati per essere poi suddivisa in appartamenti utilizzati per la villeggiatura estiva, mentre il borgo fu abitato in maniera stabile da numerose famiglie. Dopo questo periodo, il complesso architettonico fu progressivamente abbandonato e cominciarono i crolli.

Nel 1974, Giovanni ed Eva Rizzi donarono il complesso alla Fondazione Guglielmo Marconi e successivamente il Comune di Sasso Marconi ne acquistò una cospicua parte, avviando dal 1990 importanti interventi di restauro e recupero dell’intero complesso monumentale da attuare per stralci, mentre la Fondazione Marconi provvedeva al restauro della chiesa.

Questa riqualificazione ha comportato la realizzazione di alloggi ERP nelle antiche residenze settecentesche di contadini e operai, il ripristino di alcune attività delle botteghe artigiane, il recupero di Villa Davia e, non da ultimo, il rilancio del borgo attraverso iniziative culturali, feste, convegni.

 

Oggi, camminando per le vie di Colle Ameno, possiamo constatare quanto l'interesse per la rinascita del borgo abbia consapevolmente voluto aprire delle finestre sul passato: sulle abitazioni, gli interventi di restauro hanno lasciato scoperte porzioni di intonaco dove si possono scorgere gli antichi affreschi che abbellivano la borgata e destinando gli edifici principalmente a residenze e botteghe si è deciso di rispettare la vocazione del complesso architettonico. Inoltre, una visita ai sotterranei utilizzati durante il secondo conflitto mondiale come prigioni, vi darà modo di capire che qui si conservano anche le memorie più dolorose come parte integrande della storia del territorio.

 

Al ritorno dalla mia visita, ho pensato a Colle Ameno come ad un complesso che sta riprendendosi uno spazio nella moderna concezione urbanistica, da una parte dando modo ai visitatori di riscoprire il fascino della sua storia e delle sue tradizioni, e dall'altra suggerendo tutte le opportunità - sociali, culturali, costruttive - rappresentate dalla riqualificazione di un borgo antico.

E' una dimostrazione della validità di quelle idee illuministiche che in passato generarono e fecero prosperare la cittadina.
Per qualche ragione, credo che il Ghisilieri sarebbe contento di sapere che, anche se con un lento recupero, nulla del suo impegno sta andando perduto.

 

 

Bibliografia, links ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

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