madonna della rondine 01Tipologia: immagine sacra, bassorilievo (fonti documentarie dal XVII secolo)

Collocazione: Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, via Sant'Agnese 416, Maccaretolo (BO)

Origine del culto: si dice che la Sacra Immagine, ritenuta miracolosa, sia venerata a Maccaretolo sin dagli albori del Rinascimento.

Descrizione: l'opera, esposta nel secondo altare da sinistra della chiesa, è un bellissimo bassorilievo in stucco policromo, raffigurante la Vergine mentre tiene teneramente accostato a sé il Bambino Gesù, che stringe tra le mani una rondine. Un tema centrale nell'arte rinascimentale, che unisce la tenerezza materna al presagio del dolore a venire: lo sguardo della Vergine, dolce e insieme malinconico, sembra già distaccarsi, come se intuisse la sofferenza che attende il Figlio.
L'opera viene citata per la prima volta in un inventario del 1655 come Beata Vergine del Rosario. Ancora, nel 1736, si fa riferimento a due immagini della Beata Vergine, una dipinta e l'altra in stucco, e nel 1792 si menziona presso lo stesso altare “Un quadro in stucco della Madonna”.
Da queste informazioni, si evince il nome originario della santa immagine, Beata Vergine del Rosario, culto particolarmente diffuso nel territorio di San Pietro in Casale già dal XVI secolo.
L'immagine sacra è infatti incastonata in una nicchia circondata dai Misteri del Rosario realizzati dal pittore bolognese Lorenzo Pranzini (1765-1853), che nel 1814 venne anche incaricato di ricolorare il rilievo annerito dal fumo delle candele. Nella prima metà dell'Ottocento seguirà un altro importante intervento pittorico che andava ad uniformare il colore delle vesti ad altri rilievi: veste rossa e manto blu.
In un registro di spese del 1856 si legge infine “Spesa fatta del nuovo ornato di fiori, manto e fatture diverse relative alla Madonna della Rondine come da ricevuta”. E' la prima attestazione del nuovo titolo della Madonna.
I motivi della nuova denominazione non sono noti, anche se è possibile che si sia voluto collegare il significato della rondine, portatrice di speranza e salvezza, alla resurrezione e redenzione del Cristo.
Sappiamo con certezza, però, che nel 1930 il cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca eresse canonicamente la Confraternita della Beata Vergine della Rondine, della quale non sono note ulteriori informazioni.
Un restauro condotto da Francesca Girotti nel 2000 sull'intero rilievo, ha riportato alla luce la vera bellezza ed essenza dell'opera: una decorazione a foglia oro arabescata su toni color porpora impreziosisce la veste della Vergine ed ai lati delle figure spiccano due candelabre ornate di motivi dorati.
Prima di tale restauro, l'opera era datata alla prima metà dell'Ottocento, ma la rivelazione dell'originaria pellicola pittorica ha messo ancora più in evidenza l'origine della rappresentazione, che deriva dal prototipo "Madonna delle Candelabre" di Antonio Rossellino (1427-1479).
Si ignorano sia l'autore che le circostanze del suo arrivo a Maccaretolo, ma sappiamo che il primo rilievo detto Madonna delle Candelabre fu prodotto da Rossellino intorno al 1460 a Firenze, per poi essere esportato con largo successo in Veneto, Emilia-Romagna, Marche e costa dalmata, probabilmente diffondendosi anche attraverso l'attività della bottega ferrarese.
Il successo di questa iconografia risiede probabilmente proprio in ciò che il soggetto comunica: la consolazione della Vergine, la tenerezza dell'amore materno, la speranza che quel dolore non sarà vano.
Un tema che si diffuse soprattutto attraverso gli ambienti monastici ed ecclesiastici, a fini devozionali, intercettando un sentimento profondamente radicato nel popolo: non a caso, di luogo in luogo, l'immagine assunse denominazioni proprie, legate alla collocazione o a un significato simbolico.
È proprio in quest'ottica che va letta anche la storia della Madonna della Rondine di Maccaretolo, come quella delle tante repliche diffuse sul territorio: un'immagine nata e diffusasi tra il popolo, capace di rispondere alla devozione popolare più autentica.
A Maccaretolo la festa in onore della Madonna della Rondine si tiene ogni anno ad ottobre, con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Sant'Andrea Apostolo, la solenne processione per le vie del paese e momenti di aggregazione e festa per i parrocchiani.

Culti simili nei dintorni: come detto, la devozione per la Madonna del Rosario è particolarmente diffusa a San Pietro in Casale, del quale si ricordano le opere rappresentative della Beata Vergine del Rosario con i Misteri del Rosario nella chiesa parrocchiale del capoluogo, di Massumatico, Sant'Alberto, Rubizzano, Gavaseto, Asìa e Cenacchio.
Le repliche della Madonna delle Candelabre del Rossellini sul territorio bolognese sono innumerevoli. Tra queste ricordiamo quella della chiesa di Santa Cecilia della Croara a San Lazzaro di Savena, di Santa Maria della Carità a Bologna, della chiesa di S. Michele Arcangelo a Mezzolara di Budrio, del Monastero della Visitazione di Bologna.
Da non dimenticare inoltre i modelli presenti al Museo Horne di Firenze, alla Pinacoteca Civica di Massa Fermana (FM), nel Museo Comunale di Padova – che ricordano quello di Maccaretolo per la ricercata decorazione arabescata delle vesti – oltre che nel Museo Santuario di San Nicola a Tolentino (MC), nel Palazzo del Bargello di Firenze, al Museo dei Cappuccini di Milano (nota come Madonna del Lazzaretto), nel Museo Correr di Venezia (rara variante in cartapesta), presso il Bode Museum di Berlino, alla Yale University Art Gallery e al Milwaukee Art Museum negli Stati Uniti.

Fonti d'informazione ed immagini:

 

 

 

Genziana Ricci
Sono Genziana Ricci, una blogger curiosa e da sempre appassionata di storia, cultura e arte. Ho creato questo blog per condividere con i lettori piccole e grandi storie del territorio di pianura bolognese, ferrarese e modenese. Credo profondamente nel valore del confronto e della divulgazione di conoscenze legate alla nostra storia, alle tradizioni e alla cultura del territorio, perché sono parte della nostra identità e possono offrire alle nuove generazioni insegnamento e arricchimento. Del resto, la storia ha bisogno di camminare sempre su nuove gambe.

 

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