Dallo Zuccherificio di Argelato alla Simbianca di Cento. Aziende del nostro territorio tra passato, presente e...futuro?

Ho sempre pensato che la storia si racconti anche attraverso le aziende che hanno connotato fortemente la nostra economia territoriale. Il punto interrogativo che segue la parola "futuro" nel titolo non è un errore di battitura, né una casualità.

Fanno infatti parte di questa "storia" anche quelle imprese che, fiorite molti anni orsono, hanno ceduto il passo al fallimento, alle fusioni, ai trasferimenti o alla cessione del ramo d'azienda, in alcuni casi lasciando un vuoto, sia economico che qualificante, nel nostro "tessuto industriale". Chiaramente, ne menzionerò al momento alcune. Ma l'argomento non si esaurirà certo con questo articolo, poiché sono innumerevoli le aziende che, in diversi periodi e per diverse ragioni, hanno condizionato la nostra economia, dando lavoro a migliaia di persone del luogo.


Zuccherificio di ArgelatoVedete quindi questo articolo come un'introduzione, un input, ad un argomento che in futuro potrebbe essere ampliato con la storia di altre aziende o con l'approfondimento più specifico di quelle citate. Facciamo prima gli onori di casa, parlando della nostra realtà argelatese e citando lo Zuccherificio di Argelato. La prima campagna risale al 1971, l'ultima al 1990/91.
Tutti ricordano soprattutto l'odore sgradevole nell'aria causato dalla lavorazione, tuttavia, di uno dei prodotti più importanti per la nostra economia locale: la barbabietola.
Quest'area, che si estende su 314 ettari di terreno, oggi è denominata "Bacini ex-zuccherificio di Argelato e Golena del Fiume Reno". A seguito di alcune bonifiche avvenute negli anni '90, è oggi zona di particolare interesse paesaggistico-ambientale, riconosciuta tra le Z.P.S. (Zone a Protezione Speciale) del progetto Rete Natura 2000.

Oggi quello che rimane dello stabilimento è da considerarsi un sito archeologico industriale, a quanto pare talmente suggestivo da ospitare partire di Softair, competizioni ludico/sportive basate su simulazioni di tipo militare. Ma sono certa che su luoghi di questo tipo ci sia ben altro da dire. Fabio Gubellini, nel suo servizio fotografico "Zucchero e Ruggine" documenta, a mio avviso in modo piuttosto efficace e sintetico, la situazione di alcuni ex-zuccherifici nella nostra pianura padana e fornisce uno spunto per credere che vi siano molti aspetti di questa attività quasi dimenticata che varrebbe la pena approfondire.
Perciò, lascio la porta aperta in attesa di vedere su quale strada mi porta la ricerca.Terom Funo di ArgelatoLa dimensione più vicina alla nostra è quella di Funo di Argelato.
Qui, ricordo in particolare due imprese che si sono particolarmente distinte: Terom e Suprema.

Terom è una realtà creata nel 1960 da alcuni tecnici specializzati nel settore degli impianti saccariferi. L'azienda ha infatti realizzato molteplici impianti per zuccherifici ed impianti meccanici in generale, anche per l'industria alimentare, come ad esempio i diffusori per estrarre il succo di liquirizia e gli impianti di scarico per prodotti alimentari (bietole e mele). Sono innumerevoli, comunque, le specializzazioni alle quali Terom è arrivata in oltre 40 anni di attività.
Ricordo però un periodo, intorno agli anni '90, in cui l'azienda sembrava avere chiuso i battenti: il piazzale era deserto, le serrande dello stabilimento che affaccia sulla via Nuova sempre chiuse. Non vi sono informazioni di quel periodo dalle quali possa trarre maggiori delucidazioni, perciò non è possibile appurare con certezza se l'attività si sia effettivamente interrotta anche solo per un lasso di tempo.
Nel 2008, però, avvenne qualcosa: l'11 luglio di quell'anno, la 7 Commissione Consiliare della Provincia di Bologna si riunì in seduta straordinaria presso la Terom di Funo per visitare lo stabilimento e "conoscere le caratteristiche della produzione legata alle energie rinnovabili (microeolico) alla presenza del Sindaco di Argelato". E infatti nello stesso anno, dal conferimento del ramo d’impresa del settore energie rinnovabili, in particolare eolico, di Terom, nasce la Terom Wind Energy.
Oggi, Terom Wind Energy si occupa di progettare e realizzare impianti e macchine per i settori industriale e delle energie rinnovabili, avvalendosi appunto di quella esperienza tecnica che l'aveva caratterizzata per quasi mezzo secolo sul nostro territorio. Passando per via Nuova, è possibile vedere, poco distante dall'ingresso, un prototipo dimostrativo in scala ridotta di aerogeneratore TEROM Wind Energy per bassi venti (ATBV10).
Chi si intende molto più di me di questi manufatti di ingegneria eolica, apprezzerà certamente il video di Claudio Pedrazzi. Suprema Funo di Argelato

Poco distante dal centro di Funo, sulla via Galliera, si trova invece l'ex stabilimento della Suprema. L'azienda, fondata nel 1920 da un imprenditore bolognese, si occupò inizialmente di meccanica, idraulica ed enologia, poi si concentrò appieno nella produzione di macchine lavasecco. In 80 anni di attività, grazie all'esperienza maturata ed alla capacità di anticipare i tempi, si guadagnò un prestigio riconosciuto a livello mondiale. Suprema è stata acquistata nel 2010 dalla ditta Bergparma srl che opera nel settore lavasecco e continua la produzione di macchine con marchio Suprema, che rimane una pietra miliare nella storia dell'imprenditoria italiana. Ma lo stabilimento di Funo è ormai da lungo tempo abbandonato e lasciato al suo decadimento.
Sembra comunque dalla documentazione più recente in merito, che il Comune di Argelato si stia interessando all'avviamento di una bonifica dell'area, contaminata da idrocarburi e solventi, in funzione dell'attuazione di un accordo urbanistico per la riqualificazione della stessa ed anche in ragione di nuovi acquirenti.
Quindi, sembra che sulla ex Suprema stia per soffiare il vento del cambiamento. Solo il tempo potrà dirci se i progetti in corso avranno un'evoluzione anche nei fatti. Ocem Stiatico

Spostiamoci ora a Statico di S. Giorgio di Piano e parliamo della Ocem. L'azienda, specializzata in ricerca, sviluppo e produzione di alimentatori di potenza per la ricerca, per l’industria, per gli impianti aeroportuali e per l’illuminazione stradale, poteva annoverare più di 80 di dipendenti quando dichiarò il fallimento nel 2011.
Il Tribunale fallimentare di Bologna ne chiarisce le motivazioni: investimenti sbagliati e chiusura del fido da parte delle banche.
L'immobile che un tempo ospitava l'attività, poi, ancora oggi è abbandonato a se stesso, mentre due sentenze del 2011 del Tribunale di Bologna ne documentano la disponibilità per causa di fallimento. Tra tutte le notizie negative che ho letto in merito, una positiva però c'è: il 23 settembre 2011, presso la sezione fallimentare del Tribunale di Bologna, la Ocem Spa è stata acquistata dalla Energy Technology srl, che si è impegnata a mantenere il fulcro delle attività (divisione fisica, aeroporti e altre industrie) e la produzione sul territorio bolognese, oltre a potenziare il settore dell’illuminazione stradale, a riassumere 50 degli 82 dipendenti licenziati e ad assicurare ammortizzatori sociali per gli altri. So che ad alcuni potrà non sembrare abbastanza, data l'attuale crisi di mercato del lavoro ed il numero di disoccupati nella nostra zona. Ma consideriamo per un attimo un altro aspetto della crisi economica: per altre aziende, certamente meno importanti, questo traguardo non è stato nemmeno considerato. Come sta andando? Non trovo fonti idonee a stabilirlo con esattezza. Ma a quanto ho letto, la Energy Technology srl è una realtà molto ramificata nel territorio bolognese.
La mia speranza è che la situazione, sia a livello occupazionale che a livello produttivo, abbia raggiunto la stabilità necessaria a portare avanti l'esperienza ed il know-how del personale specializzato di Ocem. Lamborghini Trattori Pieve di Cento

Muoviamoci ora a qualche chilometro di distanza, verso Pieve di Cento.
Sulla strada principale che conduce al centro del paese, si trova un edificio ormai ridotto ad uno scheletro strutturale. Questo edificio è ciò che rimane della Lamborghini Trattori, fondata da Ferruccio Lamborghini nel 1948, ben 15 anni prima della Lamborghini Automobili. Considerando la realtà della nostra pianura bolognese, dove la campagna ha un'estrema importanza per l'economia, si può dire che Ferruccio Lamborghini sia stato un imprenditore in grado di soddisfare in modo eccellente le richieste del mercato dell'agricoltura grazie alla sua passione per i motori ed alla sua esperienza in ambito meccanico, specie in un momento come quello del secondo dopoguerra, in cui le nostre campagne erano fortemente in crisi. >Nel giro di circa 30 anni, grazie anche ad una serie di geniali intuizioni, Ferruccio riescì a portare la sua impresa alla leadership di settore.
Ma la depressione economica degli anni '70 ed altri fattori concomitanti portarono la Lamborghini Trattori ad una crisi che costrinse Ferruccio a consegnare l'azienda prima alla Gepi, con sede a Pieve di Cento, e successivamente alla SAME di Treviglio, che acquisterà anche il "brand" trattori nel 1972. La SAME acquisì la Lamborghini Trattori con una prospettiva di sviluppo del tutto diversa: i trattori Lamborghini ricevettero una forte spinta sia nell'evoluzione tecnologica che nelle vendite, contribuendo alla crescita di un Gruppo che oggi si attesta tra i principali a livello nazionale e mondiale.
Ma cosa ne sarà dello stabilimento della Lamborghini Trattori di Pieve di Cento? A quanto pare, nel giro di 20 anni la produzione venne gradualmente spostata a Bergamo. Da alcune fonti, pare che lo stabilimento sia stato attivo almeno fino al 1986.
E' del 1985, invece, una notizia pubblicata su "La Repubblica" che informa di una vertenza contro la SAME, che intendeva mettere in opera il licenziamento di 537 dipendenti tra operai e impiegati, sia della Same Trattori di Treviglio che della Lamborghini Trattori di Pieve di Cento.
Numerosi sono stati gli appelli e le manifestazioni contro questa decisione, ma, anche se pare che la produzione di Trattori Lamborghini sia andata avanti fino agli anni '90, la dismissione dello stabilimento di Pieve di Cento fu inevitabile. Quello che ne è rimasto oggi è la palazzina dirigenziale nella quale Ferruccio aveva il suo ufficio.
Lo spazio è così straordinariamente vuoto che se ci si posiziona sotto la bellissima cupola circolare della palazzina, è possibile sentire l'eco anche del più piccolo rumore emesso. Nulla è più rimasto di quella grande impresa che si estendeva per (non so quanti) ettari di terreno e che ha dato lavoro a centinaia di dipendenti.

E' triste come il tempo cambi tutte le cose, ma a quanto pare il tramonto arriva anche sulle aziende più fiorenti, nonostante i grandi risultati ottenuti saranno per sempre ricordati. Simbianca Cento

Trasferendoci ancora un altro po' più in là, arriviamo a Cento (FE) presso l'ex stabilimento della Sim Bianca, che affaccia su Piazzale Bonzagni. Anche questa impresa ha una storia abbastanza travagliata. Sorta nel secondo dopoguerra (1948) come produttrice di macchine per lo stoccaggio e la movimentazione di beni alimentari e liquidi, ha attraversato con grande successo gli anni del boom economico. Poi dal 1980 è cominciata una fase ciclica di fallimenti, fusioni, acquisizioni da parte di aziende estranee al territorio, che hanno portato lo stabilimento alla chiusura nel 1991. Nel frattempo, l'attività si trasferì a Casumaro, con la denominazione di Govoni Simbianca, ma subendo ulteriori fusioni tra il 2000 e il 2007, come GSBI. E come se non bastasse, ad una situazione economica già difficile, si aggiunse il terremoto del 2012, che danneggiò seriamente lo stabilimento di Casumaro, che venne chiuso nel 2013, contestualmente al trasferimento dei 20 dipendenti rimasti a Casalecchio di Reno.
E' molto recente la notizia dell'acquisto della Govoni Simbianca di Casumaro alla Shanghai Bloom Powder Engineering Inc. e per quanto riguarda lo stabilimento di Cento, sono ancora in corso interrogazioni della popolazione circostante circa una bonifica dell'area e dei depositi di liquidi, mai completati.
L'edificio è come un grosso gigante di cemento addormentato da tempo. Apprezzo molto la sua architettura, tipica dell'immediato dopoguerra, ed il corpo centrale dalle linee arrotondate che si uniscono per accogliere il logo aziendale.

Ma come in altri casi, il tempo edace probabilmente provvederà prima delle ruspe alla distruzione di questo edificio, che a mio avviso rappresenta una delle ultime testimonianze storiche sul territorio della nostra difficile e complicata ripresa economica. Se qualcuno dei miei lettori pensa che vi siano altre imprese, di ieri o di oggi, che meritino di essere menzionate per le loro vicende (perché, ad esempio, ci ha lavorato in passato), oppure che qualcuna delle storie aziendali qui riassunte possa essere approfondita, sarò più che lieta di accettare suggerimenti, segnalazioni, informazioni, e fare ricerche in futuro, se possibile anche in modo più mirato, ad esempio con interviste.
 
 
Fonti internet e documenti utili per la scrittura dell'articolo:

Zuccherificio di Argelato:
http://www.fabiogubellini.it/progetti/zucchero-ruggine http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/siti/it4050026
http://www.saccarifera.it/index.php?key_page=288
http://www.orizzontidipianura.it/interno.php?ID_MENU=2551

Terom – Funo di Argelato:
http://www.teromwe.it/storia/
http://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServeFile.php/f/commissioni_consiliari/sett11072008.pdf
http://it.geoview.info/funo_di_argelato_stabilimento_terom,5450263p

Suprema – Funo di Argelato:
http://www.supremaweb.it/
http://www.supremaweb.it/azienda.htm
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1993/07/24/B913/p2;jsessionid=yHk0t70jSTPTlRlbLCvL2Q__.ntc-as4-guri2a
https://europaconcorsi.com/bandi/349553-bonifica-dell-area-ex-suprema-di-funo-di-argelato
http://www.comune.argelato.bo.it/servizi/bandi/bandi_fase02.aspx?ID=659

Ocem srl – Stiatico (S. Giorgio di Piano):
http://www.bolognatoday.it/economia/asta-fallimento-oceam.html
http://docplayer.it/22901879-Tribunale-di-bologna.html Intribunale.net– Fallimento
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/provincia/2011/06/20/527894-profundis_ocem.shtml

Lamborghini Trattori – Pieve di Cento
http://archiviostorico.sdfgroup.com/de/catalog/?pp=1&ipp=25&heading_id=6202
https://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_Trattori
http://abandonedfactories.tumblr.com/post/144045288364/questo-edificio-%C3%A8-cio-che-rimane-dello
http://www.imprese.san.beniculturali.it/web/imprese/enterprise/dettaglio-soggetto-produttore?id=53352&codiSan=san.cat.sogP.53352
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/16/si-acuisce-la-vertenza-same-licenziati-537.html?refresh_ce
http://www.tractorum.it/forum/showthread.php?t=9636
 
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