Biografie, storia, tradizioni
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- Scritto da Genziana Ricci
La foto che accompagna questo articolo è stata scattata da un fotoreporter de Il Resto del Carlino 68 anni fa. Ritrae una Argelato stranamente inquietante: il centro della nostra piccola cittadina sembra una città del Far West, deserta e silenziosa. La strada sterrata che la attraversa è erosa dal caldo estivo ed ingombrata da resti di oggetti dimenticati, le macine del Molino Venturelli sono abbandonate appoggiate al muro e la parete nell'angolo nord-est della Mota è annerita.
Questo era il panorama che si presentava al visitatore della cittadina all'indomani del 2 agosto 1951.
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- Scritto da Genziana Ricci
Sono di nuovo a San Giorgio di Piano, a percorrere la Strada Provinciale a piedi. Mi fermo sotto il palazzo all'incrocio tra la via Beretta e la via XX Settembre ad osservare una lapide commemorativa. Questo ricordo marmoreo fa riferimento alla Guerra Italo-Austriaca 1915-18 ed è dedicato a Giuseppe Bricola, tenente del 5° Reggimento Alpini.
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- Scritto da Genziana Ricci
Sto osservando una vecchia foto di Argelato che risale ai tempi del fascismo, anni in cui il nostro paese era ancora una linea di case sparse, con una strada sterrata al centro e pochi edifici rappresentativi ad affiancarla.
C'è una insegna interessante a lato della casa del fascio: OND, acronimo di Opera Nazionale Dopolavoro.
Si tratta di un'associazione la cui memoria è stata spazzata via dal tempo e dai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.
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- Scritto da Genziana Ricci
A volte la memoria è un lungo viaggio a ritroso nel tempo, per alcuni più di altri. Eppure per Romano Guizzardi, classe 1925, certi ricordi d’infanzia sono più chiari e vividi che mai.
Curioso, ammette lui stesso, quanto la mente possa essere selettiva: a volte non ci si ricorda quello che si è fatto il giorno prima, ma si riescono invece a rammentare eventi accaduti 80 anni or sono.
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- Scritto da Genziana Ricci
E' una grigia e nebbiosa mattina d'inverno di fine '800. Il paese si sta svegliando rapidamente. E' l'inizio di una giornata come tutte le altre: mentre le botteghe tirano su le serrande e le casalinghe aprono le finestre, c'è chi aspetta ad una fermata per recarsi al lavoro, gli occhi ancora incollati dalla stanchezza, la mente impegnata nell'attesa di ciò che deve arrivare. All'improvviso, la fitta nebbia viene tagliata da uno sbuffo, una forma scura e famigliare. Una piccola locomotiva a vapore si sta lentamente avvicinando. Erano i tempi in cui il treno, o meglio, il vaporino, passava da Argelato.
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- Scritto da Genziana Ricci
In una bella mattina primaverile degli anni '50, s'alzan le serrande delle botteghe nel paesello. Il calzolaio prepara i suoi attrezzi di lavoro. Qualcuno, dall'altra parte della strada, sta chiamando: "Chiccaja!". Il calzolaio si volta, esce dalla bottega e risponde al compaesano con un gesto di saluto.






